
E poi la vita ci insegna che bisogna sempre volare in alto. Più in alto dell’invidia, più del dolore, della cattiveria. Più in alto delle lacrime, dei giudizi. Bisogna sempre volare in alto, dove certe parole non possono offenderci, dove certi gesti non possono ferirci, dove certe persone non potranno arrivare mai. (Alda Merini)
Volare in alto quando la vita cerca di trascinarti verso il basso
Ci sono frasi che arrivano in un momento preciso della nostra vita e sembrano parlare proprio a noi.
Questa è una di quelle.
“E poi la vita ci insegna che bisogna sempre volare in alto, più in alto dell’invidia, più del dolore, della cattiveria, più in alto delle lacrime, dei giudizi. Bisogna sempre volare in alto, dove…”
È una frase che parla di forza, ma non della forza di chi non soffre.
Parla della forza di chi soffre, cade, viene ferito e nonostante tutto sceglie di non diventare una persona peggiore.
Ed è proprio questo il motivo per cui ho scelto di conservarla e condividerla.
Perché ho scelto questa frase
Mi ha colpito soprattutto quel “volare in alto”.
Non significa ignorare ciò che ci fa male. Non significa fare finta che l’invidia, la cattiveria, le delusioni o i giudizi degli altri non esistano.
Significa scegliere di non permettere a tutto questo di decidere chi vogliamo essere.
Nella vita capita di incontrare persone che ci feriscono, parole che rimangono dentro più a lungo di quanto vorremmo e situazioni nelle quali ci chiediamo perché qualcuno abbia scelto di comportarsi proprio in quel modo con noi.
A volte vorremmo rispondere.
Vorremmo restituire il dolore ricevuto.
Vorremmo dimostrare a chi ci ha giudicato che si sbagliava.
Ma forse “volare in alto” significa proprio smettere di vivere in funzione di queste persone.
Cosa significa per me volare in alto
Per me volare in alto non significa sentirsi superiori agli altri.
È quasi il contrario.
Significa non abbassarsi al livello di ciò che ci ha ferito.
Se qualcuno ci tratta con cattiveria, non siamo obbligati a diventare cattivi.
Se qualcuno ci giudica, non dobbiamo necessariamente passare la nostra vita a dimostrare il nostro valore.
Se qualcuno ci invidia, non dobbiamo spegnere la nostra luce per metterlo a proprio agio.
E se qualcuno ci ha fatto soffrire, possiamo riconoscere quella sofferenza senza permettere che diventi la nostra identità.
Credo che questa sia una delle forme più difficili di forza.
Perché reagire è facile.
Più difficile è scegliere come reagire.
Ci sono parole che fanno male
Ci sono giudizi che arrivano da persone che conosciamo appena e altri che fanno molto più male perché arrivano da qualcuno a cui avevamo dato fiducia.
A volte una frase detta con superficialità può rimanere nella nostra mente per anni.
Ci chiediamo se quella persona avesse ragione.
Ci chiediamo se davvero siamo come ci ha descritti.
Cominciamo a guardarci attraverso gli occhi degli altri.
E forse è proprio qui che dobbiamo imparare a fermarci.
Una persona può avere un’opinione su di noi, ma quell’opinione non è la nostra verità.
Non possiamo impedire agli altri di giudicarci.
Possiamo però scegliere quanto spazio dare ai loro giudizi dentro di noi.
Ho imparato che non tutto merita una risposta
Con il tempo ho capito che non tutte le battaglie devono essere combattute.
Ci sono situazioni nelle quali spiegarsi è necessario.
Altre nelle quali parlare può aiutare.
Ma ce ne sono anche alcune in cui la risposta migliore è semplicemente andare avanti.
Non perché non abbiamo nulla da dire.
Ma perché abbiamo capito che continuare a spiegare chi siamo a qualcuno che ha già deciso di non comprenderci ci toglie soltanto energia.
A volte il silenzio non è debolezza.
È una scelta.
È dire a noi stessi: “Non permetterò a questa situazione di portarmi via la serenità che sto cercando di costruire.”
Volare in alto non significa non cadere
Questa è forse la parte che sento più vicina.
Perché nessuno vola sempre.
Ci sono giorni nei quali siamo forti e altri nei quali ci sentiamo completamente senza energie.
Ci sono momenti in cui riusciamo a lasciare andare e altri in cui torniamo con la mente a ciò che ci ha fatto male.
Non credo che questo significhi aver fallito.
Credo significhi semplicemente essere umani.
Volare in alto non significa non avere più paura, non piangere, non soffrire o non avere momenti di fragilità.
Significa non smettere di cercare una direzione anche quando attraversiamo un periodo difficile.
Possiamo cadere e rialzarci.
Possiamo piangere e poi ricominciare.
Possiamo sentirci feriti e scegliere comunque di non ferire gli altri.
Più in alto dell’invidia e della cattiveria
L’invidia degli altri può diventare un peso soprattutto quando iniziamo a chiederci continuamente cosa pensano di noi.
Ma non possiamo costruire la nostra vita sulla base dello sguardo degli altri.
Ci sarà sempre qualcuno che non comprenderà le nostre scelte.
Qualcuno che criticherà ciò che facciamo.
Qualcuno che vedrà soltanto una parte della nostra storia e si sentirà comunque autorizzato a giudicarla.
Noi, però, conosciamo le battaglie che abbiamo combattuto.
Conosciamo le notti difficili.
Conosciamo le volte in cui abbiamo dovuto ricominciare.
E forse questo dovrebbe bastare.
Non abbiamo bisogno che tutti conoscano la nostra storia per darle valore.
La vera vittoria è non perdere se stessi
Forse, alla fine, il significato più profondo che trovo in questa frase è proprio questo.
Nella vita possiamo perdere persone, occasioni, relazioni e certezze.
Possiamo attraversare delusioni che non avevamo previsto.
Possiamo essere giudicati ingiustamente.
Ma c’è qualcosa che possiamo provare a proteggere: la persona che scegliamo di essere.
Non voglio che la cattiveria degli altri mi insegni a essere cattiva.
Non voglio che una delusione mi convinca che non vale più la pena fidarsi.
Non voglio che un giudizio mi faccia dimenticare il mio valore.
E non voglio che il dolore diventi una scusa per smettere di essere gentile.
Forse “volare in alto” significa proprio questo: continuare a scegliere noi stessi senza perdere la nostra umanità.
Dove voglio arrivare
La frase si interrompe con quelle parole: “Bisogna sempre volare in alto, dove…”
E forse mi piace proprio perché lascia quel “dove” aperto.
Ognuno può completarlo a modo proprio.
Per qualcuno sarà la serenità.
Per qualcun altro sarà la libertà.
Per qualcuno sarà ricominciare.
Per me significa cercare un luogo interiore nel quale le parole degli altri non abbiano più il potere di stabilire quanto valgo.
Un luogo nel quale posso guardare ciò che è successo, riconoscere il dolore e poi continuare il mio cammino.
Non sempre più forte.
Non sempre senza paura.
Ma ancora me stessa.
E tu, dove vuoi volare?
Forse tutti, prima o poi, abbiamo bisogno di allontanarci da qualcosa che ci ha fatto male.
Da un giudizio.
Da una persona.
Da una delusione.
Da una versione di noi stessi nella quale non ci riconosciamo più.
E forse il primo passo non è dimenticare ciò che è successo.
È smettere di permettere a ciò che è successo di decidere dove andare.
Tu cosa significa per te “volare in alto”?
Qual è quella cosa che vorresti finalmente lasciarti alle spalle per tornare a sentirti libera, leggero e in pace con te stessa?
Una frase da portare con sé
Per me questa citazione non è un invito a fuggire dalle difficoltà.
È un invito a non lasciare che le difficoltà ci trasformino in qualcuno che non vogliamo essere.
Possiamo attraversare il dolore senza diventare dolore.
Possiamo conoscere la cattiveria senza diventare cattivi.
Possiamo essere giudicati senza dimenticare chi siamo.
E possiamo continuare a volare, anche lentamente, verso un luogo nel quale tornare a respirare.
Perché a volte la forma più grande di forza non è combattere chi ci ha ferito. È scegliere di continuare il nostro viaggio senza portare con noi il peso della loro cattiveria.
grazie per leggermi Ritina80
E poi la vita ci insegna
che bisogna sempre volare in alto.
Più in alto dell’invidia,
più del dolore, della cattiveria.
Più in alto delle lacrime, dei giudizi.
Bisogna sempre volare in alto,
dove certe parole non possono offenderci,
dove certi gesti non possono ferirci,
dove certe persone
non potranno arrivare mai.
(Alda Merini)

che bisogna sempre volare in alto.
Più in alto dell’invidia,
più del dolore, della cattiveria.
Più in alto delle lacrime, dei giudizi.
Bisogna sempre volare in alto,
dove certe parole non possono offenderci,
dove certi gesti non possono ferirci,
dove certe persone
non potranno arrivare mai.
(Alda Merini)
ritina80
Mi chiamo Rita, ma in tanti mi conoscono come Ritina80. Dal 2015 raccolgo e creo immagini con frasi originali e compongo testi: piccoli semi di parole pensati per aiutarti a dare voce alle tue emozioni, a dedicare un pensiero speciale a chi ami, o semplicemente a trovare un po’ di luce nei giorni più grigi. Perché a volte basta una frase per sentirsi meno soli… o per ricordare che la bellezza vive anche nei dettagli più semplici della vita.
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