Il Dramma Silenzioso delle Donne in Bagno Pubblico: Un’Odissea Quotidiana
Ci sono momenti in cui ti ritrovi in un bagno pubblico e, nonostante la lunga attesa, pensi di aver superato la parte peggiore… ma è solo l’inizio! Dopo aver finalmente trovato una cabina libera, ti accorgi che non c’è la chiave. E allora, con una borsa pesante appesa al collo e nessun gancio a disposizione, sei costretta a bilanciarti in quella famosa “posizione” che tua madre ti ha insegnato da bambina: non sedersi mai sulla tavoletta! Ma con i pantaloni abbassati, la porta da tenere chiusa con una mano e la paura costante di cadere, mantenere l’equilibrio diventa un’impresa.
Mentre sei sospesa a mezz’aria e cerchi disperatamente un pezzo di carta igienica (che, ovviamente, non c’è mai!), qualcuno spinge la porta e devi urlare “Occupato!” con tutta la dignità che ti rimane. Infine, dopo aver superato questo labirinto di scomodità e ansia, esci cercando di evitare lo sguardo delle altre donne in attesa, consapevole del tempo infinito che hai passato lì dentro. E quando il tuo uomo, che nel frattempo ha avuto il tempo di leggere un romanzo intero, ti chiede perché ci hai messo così tanto, non puoi fare altro che sorridere e dire: “C’era molta coda”.
Per questo, le donne vanno in bagno in gruppo, per aiutarsi l’una con l’altra e rendere l’esperienza un po’ meno epica.
Grazie per leggermi Ritina80

ritina80
Mi chiamo Rita, ma in tanti mi conoscono come Ritina80. Dal 2015 raccolgo e creo immagini con frasi originali e compongo testi: piccoli semi di parole pensati per aiutarti a dare voce alle tue emozioni, a dedicare un pensiero speciale a chi ami, o semplicemente a trovare un po’ di luce nei giorni più grigi. Perché a volte basta una frase per sentirsi meno soli… o per ricordare che la bellezza vive anche nei dettagli più semplici della vita.
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